un
po' di cronaca...
Gustave Courbet
(Ornans, Francia, 1819 - La Tour-de-Peilz, Svizzera, 1877) Figlio di ricchi
contadini, Gustave Courbet nacque il 10 giugno 1819 a Ornans, una cittadina
nella regione del Giura, nella Francia orientale. Ebbe i primi insegnamenti
artistici nel Petit Séminaire di Ornana dove suo maestro di disegno
fu Père Baud, un seguace del pittore neoclassico Antoine Jean Gros.
Nel 1937 Courbet partì per la vicina città universitaria
di Besançon: i genitori desideravano che Gustave studiasse legge,
ma egli si iscrisse subito all’Accademia, frequentando il corso
di M. Flajoulot, un altro esponente del Classicismo. Due anni dopo Courbet
lasciò Besançon per Parigi che intorno alla metà
del XIX secolo era diventata, oltre che la capitale europea dell’arte,
il luogo di raccolta degli attivisti politici di tutte le tendenze. Il
suo soggiorno parigino ebbe un avvio tranquillo: Courbet frequentava l’atelier
di M. Steuben, copiava i dipinti esposti al Louvre e consumava le sue
energie nella ricerca del successo al Salon.
Gli anni
parigini
I primi tentativi di farsi accettare non furono molto fortunati. Tra
il 1841 e il 1847 solo tre dei venticinque lavori da lui presentati
passarono il vaglio della commissione esaminatrice. Durante i primi
dieci anni trascorsi nella capitale non vendette quasi nulla, tanto
da dover dipendere pressoché totalmente dalla famiglia. Nello
stesso periodo Courbet conobbe Virginie Binet, della quale si conosce
ben poco, tranne che divenne la sua compagna e gli diede un figlio nel
1847. Nello stesso anno, finalmente, uno dei dipinti esposti al Salon
attirò l’attenzione di un mercante olandese che invitò
Courbet in Olanda e gli commissionò un ritratto.

Gustave Courbet, Autoritratto, 1849 circa. Montpellier, Musée
Fabre
Nel frattempo,
a Parigi, Courbet cominciò a frequentare il poeta Charles Baudelaire,
Pierre-Joseph Proudhon, Jules Champfleury e Max Buchon, cugino e amico
d’infanzia di Courbet. Il gruppo si riuniva alla Brasserie Andler
nella quale venne coniato il termine Realismo per indicare non solo
una poetica artistica e letteraria animata dall’intento di descrivere
la vita quale effettivamente è, ma anche una filosofia legata
alle istanze sociali del momento. Nel febbraio del 1848 quella società
fu scossa violentemente dallo scoppio dei tumulti per la strade di Parigi.
Il re, Luigi Filippo, abdicò e un governo repubblicano provvisorio
prese il potere. Courbet si schierò con l’insurrezione
popolare, anche se prese poca parte alla lotta. Nella difficile atmosfera
politica del momento, il Salon rimase aperto, ma questa volta senza
una commissione di ammissione e Courbet ebbe finalmente la soddisfazione
di vedere dieci sue opere esposte.
La proclamazione
ufficiale e la frattura col passato
Il nome di Courbet era ormai affermato e nel 1849 il suo grande dipinto
Dopo pranzo a Ornans vinse una medaglia d’oro e venne acquistato
dal governo. Quel premio ebbe una particolare importanza perché
esonerò Courbet dalla procedura di ammissione ai successivi Salon.
Ma l’artista avrebbe goduto per poco di questo privilegio, perché
stava per esplodere la protesta contro il movimento realista. Nel 1855,
quando il governo cercò un accordo con lui, Courbet rifiutò.
Questo tentativo di pacificazione ebbe luogo poiché il direttore
dei Musei Imperiali, il conte di Nieuwerkerke offrì all’artista
l’opportunità di realizzare un quadro di grandi dimensioni
per l’imminente Esposizione Universale con l’unica condizione
di presentare prima un bozzetto. Courbet rifiutò sdegnosamente
la clausola come lesiva della sua libertà intellettuale, ma non
si perse d’animo e allestì una mostra personale proprio
nei pressi di quella pubblica. Intitolata Il padiglione del Realismo,
conteneva una significativa scelta dei suoi lavori a partire dal 1840.
Questa personale segnò anche il distacco di Courbet da molte
delle persone che inizialmente avevano influito sulla sua formazione.
Sconvolgimenti ci furono anche nella sua vita privata: Virginie Binet
lo aveva abbandonato all’inizio degli anni Cinquanta, portando
con sé il loro figlio.
Membro
della Comune
Dopo il 1855 Courbet viaggiò moltissimo: a Francoforte fu trattato
come una celebrità; a Etretat dipinse con il giovane Monet; tenne
mostre in Germania, Belgio, Olanda e Inghilterra; fu insignito di varie
decorazioni, le più importanti delle quali furono una medaglia
d’oro da Leopoldo II del Belgio e la croce al merito dell’Ordine
di san Michele da Luigi II di Baviera, entrambe conferitegli nel 1869.
Nel 1870, alla vigilia della guerra franco-prussiana, gli fu offerta
la Legion d’Onore: Courbet la rifiutò altezzosamente, in
quanto la considerava un segno dell’interferenza dello Stato nell’arte.
L’eco di questo gesto fece sì che, quando il governo cadde,
Courbet fosse eletto presidente della Federazione degli Artisti repubblicani.
L’anno seguente fu accettato come consigliere dell’Assemblea
Nazionale e in seguito fu membro della Comune. Le cariche che ricopriva
lo coinvolsero nella distruzione della Colonna di Place Vendôme,
un monumento eretto durante l’Impero napoleonico a glorificazione
delle vittorie di Bonaparte, e quando la Comune cadde, fu arrestato
e condannato a sei mesi di reclusione e a un’ammenda di 500 franchi.
Gli ultimi anni Courbet iniziò a scontare la sua condanna nella
prigione di Sainte-Pélagie, ma in seguito a una malattia, fu
trasferito in una clinica di Neuilly. Nel 1972 morì suo figlio
e per tutto l’inverno successivo Courbet fu tormentato dai reumatismi
e da dolori al fegato.
Nel maggio
del 1873 il nuovo governo gli ingiunse di pagare la ricostruzione della
Colonna Vendôme: il costo era proibitivo e Courbet fu costretto
a fuggire dalla Francia. Si rifugiò in Svizzera, a La Tour-de-Peilz,
rimanendo in contatto con i dissidenti francesi e continuando a dipingere.
Ammalatosi di idropisia, morì il 31 dicembre del 1877 e fu sepolto
nel cimitero locale da dove, solo nel 1919, le sue ceneri furono traslate
a Ornans.